Adolfo Nicoli e la scultura
«Il tutto è nato per caso negli anni ‘90. Vicino al maneggio ho trovato una lastra di marmo Biancone. Nel ricordarmi che il logo di Pavarotti usato per un concorso ippico ritraeva una chiave di violino con un cavaliere che lo attraversava, ho iniziato a disegnare sul marmo un cavallo che saltava lo “Sperone” il tutto con l’aiuto di uno scalpellino. Il mio grande amico maniscalco Carlo Cosaro, con il quale ho condiviso la mia passione equestre, nel vedermi all’opera, mi consigliò di attrezzarmi di un compressore e così ho iniziato a scolpire le pietre prima nelle scuderie poi qui a casa mia…». E da allora è iniziato il desiderio di trasmettere prima sulla pietra poi sulle mattonelle le mie emozioni dando loro forma».
Una casa, sopra la collina di Sarego, che è il luogo ideale per un “artista”…
Una casa dove le sculture sono presenti ovunque, dal portone d’ingresso al giardino , fino al teatro ricavato nella parte che domina tutta la pianura sottostante.
Da dove arriva l’ispirazione?
«Vorrei premettere che non mi sento uno scultore professionista, ma soltanto un appassionato, Mi piace la materia pietra o marmo che sia. Disegno e poi mi metto allo scalpello. Comunque ho scoperto che realizzare con le proprie mani dà una grande soddisfazione. Anche il teatro che vede, con la sua scalea, sono riuscito a costruirlo da solo, con l’aiuto di mio figlio, mettendo insieme i sassi sparsi, presenti sulla collina. L’idea è venuta da un collega medico-oculista – scrittore il Dott. Buscemi Corrado che, dopo una gita in Sicilia, da lui organizzata, mi ha suggerito di fare un teatro. Per la sua realizzazione mi sono ispirato al teatro greco-romano di Taormina dopo una visita alla città siciliana. Le simbologie presenti si richiamano alla mitologia greca e romana. Ricordi di liceo».

Chi desidera conoscere in dettaglio le opere di Adolfo Nicoli può visitare il sito www.adolfonicoli.com

 

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